Le modifiche introdotte al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 riducono la convenienza di incrementare ricavi o compensi al solo scopo di migliorare il punteggio ISA e ottenere una proposta più favorevole. Il nuovo sistema estende a tutti i contribuenti i limiti agli incrementi di reddito proposti dall’Agenzia delle Entrate, rendendo meno significativo il vantaggio derivante dall’adeguamento. Prima di effettuare scelte in dichiarazione sarà quindi opportuno valutare attentamente il rapporto tra il costo fiscale immediato e il reale beneficiario ottenibile nel biennio concordato.
Cambiano le regole del Concordato Preventivo Biennale
Le recenti modifiche normative al CPB 2026-2027 impongono nuove valutazioni ai contribuenti
chiamati a decidere se aderire alla proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra il punteggio ISA conseguito nel 2025 ed il
reddito proposto ai fini del concordato. In passato, il meccanismo di limitazione degli incrementi
di reddito interessava principalmente i contribuenti con elevata affidabilità fiscale; oggi, invece, il
sistema è stato esteso a tutti i potenziali aderenti.
Esteso il "cap" sugli incrementi di reddito
La nuova disciplina prevede che gli incrementi di reddito e di valore della produzione netta
proposti dall’Amministrazione finanziaria non possano superare determinate percentuali rispetto
ai valori dichiarati dal contribuente.
Le soglie attualmente previste sono:
• incremento massimo del 25% per i soggetti con ISA pari o superiore a 8;
• incremento massimo del 30% per i soggetti con ISA compreso tra 6 e 8;
• incremento massimo del 35% per i soggetti con ISA inferiore a 6.
L’estensione del meccanismo anche ai contribuenti con punteggi più bassi riduce
significativamente il vantaggio derivante dal miglioramento artificiale del proprio livello di
affidabilità fiscale.
Adeguare gli ISA conviene ancora?
Molti contribuenti valutano la possibilità di incrementare volontariamente ricavi o compensi in
dichiarazione per ottenere un punteggio ISA più elevato e, di conseguenza, una proposta di
concordato più favorevole.
Alla luce delle nuove regole, questa strategia richiede però un’attenta analisi costi-benefici.
L’adeguamento ISA comporta infatti un immediato aggravio fiscale nel 2025, con effetti su imposte
dirette, IVA e, ove dovuta, IRAP. Il beneficio potenziale consiste invece in una riduzione del reddito
concordato per il biennio 2026-2027 e nel conseguente risparmio fiscale futuro.
Le differenze tra le varie fasce di affidabilità risultano tuttavia contenute: il passaggio da un livello
ISA basso a uno elevato può determinare una riduzione limitata della proposta di concordato,
spesso insufficiente a compensare il costo dell’adeguamento dichiarativo.
Attenzione agli effetti indiretti
Un ulteriore elemento da considerare è che l’incremento dei ricavi dichiarati per migliorare il
punteggio ISA aumenta anche il reddito di riferimento utilizzato per elaborare la proposta di CPB.
In alcune situazioni, quindi, l’adeguamento potrebbe addirittura produrre un effetto meno
favorevole del previsto, riducendo od annullando il vantaggio economico atteso.
Per questo motivo la valutazione non può essere standardizzata, ma deve essere effettuata caso
per caso attraverso simulazioni specifiche.
Quando l'adeguamento può ancora essere opportuno
L’intervento potrebbe mantenere una sua convenienza per i contribuenti che si trovano in
prossimità delle soglie ISA più rilevanti, in particolare dei punteggi 6 e 8.
Superare il livello 6 può contribuire a ridurre il rischio di selezione per eventuali controlli fiscali,
mentre il raggiungimento del punteggio 8 consente l’accesso ai benefici del regime premiale ISA,
compresa la possibilità di applicare, in presenza dei requisiti previsti, una tassazione sostitutiva
agevolata sul reddito incrementale derivante dal concordato.
Le modifiche introdotte al CPB 2026-2027 riducono l’interesse a effettuare adeguamenti ISA
esclusivamente per ottenere una proposta di concordato più favorevole. Prima di incrementare
ricavi o compensi in dichiarazione sarà quindi fondamentale confrontare il costo fiscale immediato
con il beneficio effettivo ottenibile nel biennio concordato, valutando anche gli ulteriori vantaggi
collegati al miglioramento del punteggio ISA.
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