Il decreto legge PNRR 2026 introduce la possibilità di utilizzare gli estratti conto bancari come prova dei pagamenti elettronici, senza dover conservare le ricevute cartacee dei POS. La misura semplifica la gestione documentale per imprese e professionisti, purché i documenti riportino i dati essenziali dell’operazione e siano conservati correttamente per garantire tracciabilità e controlli fiscali.
Dalle ricevute POS agli estratti conto bancari
La gestione delle ricevute POS cambia passo e si avvicina sempre di più alla digitalizzazione completa. Con una novità introdotta dal decreto legge PNRR 2026, gli estratti conto bancari potranno sostituire le tradizionali ricevute cartacee dei pagamenti elettronici effettuati da cittadini ed imprese.
In pratica, la documentazione inviata da banche ed intermediari finanziari, anche in formato digitale tramite home banking od app, sarà valida come prova del pagamento senza la necessità di conservare gli scontrini emessi dai terminali POS.
Le condizioni per la validità della documentazione
La semplificazione non è però automatica e richiede il rispetto di due condizioni precise. I documenti bancari dovranno riportare i dati essenziali di ogni operazione, quindi la data del pagamento, l’importo versato ed il beneficiario.
Inoltre dovranno essere conservati secondo quanto previsto dall’articolo 2220 del Codice Civile, cioè per almeno dieci anni. Se i documenti sono in formato digitale, sarà necessario utilizzare sistemi di conservazione elettronica certificata che ne garantiscano integrità e reperibilità nel tempo.
I vantaggi fiscali dell’investimento
Si tratta di una misura particolarmente rilevante per le imprese che gestiscono numerose transazioni quotidiane e che finora erano costrette ad archiviare grandi quantità di ricevute cartacee.
Il cambiamento alleggerisce quindi gli obblighi amministrativi e rende più efficiente la gestione documentale, soprattutto nei casi in cui la prova del pagamento è necessaria per ottenere la deducibilità fiscale di alcune spese, come trasferte, missioni aziendali o spese di rappresentanza.
Tracciabilità garantita e controlli fiscali
Dal punto di vista fiscale, la novità non riduce i controlli. La relazione illustrativa del decreto chiarisce infatti che la documentazione bancaria continua a garantire pienamente la tracciabilità dei pagamenti, requisito fondamentale per le verifiche dell’amministrazione finanziaria.
In sostanza, il sistema si aggiorna senza rinunciare alla trasparenza e alle garanzie richieste dalla normativa fiscale.
Un percorso già avviato negli anni scorsi
In realtà il percorso era già stato avviato negli anni scorsi. L’Agenzia delle Entrate aveva già riconosciuto, nei modelli dichiarativi 730 e Redditi, la possibilità di utilizzare l’estratto conto come prova del pagamento tracciabile, seppur in via residuale.
Ora questo principio viene rafforzato e trasformato in una regola più chiara e strutturata.
Verso una gestione sempre più digitale
Il provvedimento rappresenta anche un ulteriore passo verso la completa digitalizzazione dei documenti commerciali. Nel 2025 la Commissione Finanze della Camera aveva inoltre impegnato il Governo ad introdurre l’obbligo per i registratori telematici di inviare digitalmente il documento all’acquirente.
Il messaggio è evidente: il cartaceo perde centralità e la gestione delle spese si sposta sempre più su strumenti digitali, più semplici da archiviare, più facili da consultare e perfettamente compatibili con le esigenze di controllo fiscale. Per imprese e professionisti significa meno burocrazia, processi più rapidi ed una gestione amministrativa finalmente più moderna.
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