Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato l’eliminazione del requisito che limitava l’iperammortamento ai beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. La modifica amplia le opportunità per le imprese, consentendo di agevolare anche investimenti in beni realizzati fuori dall’Europa. Tra gli interventi incentivabili rientrano anche gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e per l’autoconsumo a distanza, favorendo una maggiore flessibilità nella pianificazione degli investimenti e nella gestione energetica aziendale.
Novità in arrivo per l’iperammortamento
Arriva un segnale atteso per le imprese che stanno programmando nuovi investimenti. Con un
comunicato diffuso il 12.03.2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato
l’imminente eliminazione del requisito che imponeva che i beni oggetto di iper
ammortamento fossero prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo.
La modifica consentirà quindi di applicare l’agevolazione anche a beni realizzati fuori dall’Europa,
evitando alle imprese la verifica dell’origine geografica dei macchinari lungo la filiera produttiva.
Gli investimenti che possono beneficiare dell’agevolazione
La misura riguarda gli investimenti effettuati dal 01.01.2026 fino al 30.09.2028, come previsto
dalla legge 199/2025. Tra i beni agevolabili rientrano quelli inclusi negli allegati tecnici della norma,
ma anche gli impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per
autoconsumo anche a distanza (compresi i sistemi di accumulo).
Questo punto è particolarmente rilevante perché amplia molto le opportunità di investimento per
le imprese.
In passato, quando si parlava di autoconsumo energetico, si pensava quasi sempre ad un impianto
installato direttamente sullo stabilimento che consuma l’energia (per esempio un impianto
fotovoltaico sul tetto del capannone che alimenta la produzione). Con la possibilità di
autoconsumo anche a distanza, invece, il modello diventa molto più flessibile.
In concreto, un’impresa può:
• installare un impianto rinnovabile in un luogo diverso dal sito produttivo (per esempio su
un terreno, su un magazzino o in un altro stabilimento);
• immettere l’energia prodotta nella rete;
• utilizzare quell’energia per coprire i consumi di un altro sito aziendale.
Questo è importante soprattutto per le aziende che:
• non hanno spazio sufficiente nei propri stabilimenti per installare impianti energetici;
• possiedono più sedi o stabilimenti;
• vogliono realizzare impianti più grandi in aree più adatte (ad esempio terreni o capannoni
con maggiore superficie).
I vantaggi fiscali dell’investimento
Dal punto di vista fiscale, l’inclusione di questi impianti tra i beni agevolabili consente di beneficiare della maggiorazione dell’iperammortamento, riducendo il carico fiscale e migliorando il ritorno economico dell’investimento.
I requisiti per gli impianti fotovoltaici
Con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia solare, restano validi i requisiti territoriali e qualitativi previsti dalla normativa per i moduli fotovoltaici che intendono accedere all’agevolazione.
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