La Legge di Bilancio 2026 ha aumentato da 8 a 10 euro al giorno la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici, lasciando invariato a 4 euro il limite per quelli cartacei. Il beneficio continua a essere riconosciuto a dipendenti, collaboratori, lavoratori part-time e in smart working, senza concorrere alla formazione del reddito entro i limiti previsti dalla normativa.
Nuovi limiti di esenzione fiscale
Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto
elettronici è stata innalzata da 8,00 a 10,00 euro al giorno, mentre rimane invariato il limite di
4,00 euro per quelli cartacei. L’eventuale eccedenza è soggetta a tassazione e contribuzione.
Destinatari del beneficio
I buoni pasto possono essere riconosciuti alla generalità dei lavoratori o a specifiche categorie di
dipendenti, nonché ai collaboratori con redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Possono
beneficiarne anche i lavoratori part-time e quelli che svolgono l’attività in modalità di lavoro agile.
Essi rappresentano un benefit assistenziale e, entro i limiti di esenzione previsti dall’art. 51,
comma 2, lettera c) del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini
IRPEF.
Utilizzo dei buoni pasto
È ammessa la coesistenza di diversi sistemi di ristorazione per categorie differenti di lavoratori;
resta tuttavia esclusa, per il singolo dipendente e nella medesima giornata, la fruizione
contemporanea di più benefici.
Buoni pasto e assenze dal lavoro
Con riferimento alle assenze dal lavoro (ferie, malattia, infortunio, congedi), viene chiarito che i
buoni pasto, in quanto prestazioni assistenziali e non componenti della retribuzione ordinaria,
non rientrano nel calcolo della retribuzione dovuta durante tali periodi, a differenza dell’indennità
sostitutiva di mensa.
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